Quello che non diciamo si
accumula nel corpo, si trasforma
in insonnia, in nodi in gola,
in nostalgia, in errore, nel dubbio,
in un amara TRISTEZZA.
Quello che non diciamo non muore,
quello che non diciamo ci UCCIDE.
Il risveglio di una città, con la nebbia o in un altro modo, è sempre un fatto che mi intenerisce più del sorgere dell’aurora sui campi. Rinascono molte più cose, ci si può attendere molto di più.