L’infelicità, capii allora, colpisce ciascuno di noi perché ci riteniamo al centro del mondo, perché siamo sfortunatamente convinti di essere i soli a soffrire in maniera intollerabile. L’infelicità è sempre il sentirsi imprigionati nella propria pelle, nel proprio cervello.
E vorrei tornare indietro per fermare quell’istante in cui mi son sentito forte. Forte come un gigante e ho sperato ciecamente nel tuo sguardo più sincero.