Ti ho chiesto nella vita che fai ora e se sai cosa vuoi, lo so che è inutile sentirci mo, sarebbe meglio poi. Però c’avevo voglia di una spalla su cui ridere di noi.
Le mie parole sono sassi precisi e aguzzi pronti da scagliare su facce vulnerabili e indifese. Sono nuvole sospese, gonfie di sottintesi che accendono negli occhi infinite attese.