Scrivere è per me il bisogno di rivelarmi, il bisogno di risonare, non dissimile dal bisogno di respirare, di palpitare, di camminare incontro all'ignoto nelle vie della terra.
Il risveglio di una città, con la nebbia o in un altro modo, è sempre un fatto che mi intenerisce più del sorgere dell’aurora sui campi. Rinascono molte più cose, ci si può attendere molto di più.