Immagino che la maggior parte della gente in gioventù non si ammazzi di fatica, di certo io non ho conosciuto la spensieratezza che di solito si attribuisce alla primavera della vita. Quel poco di tempo libero che mi restava lo passavo a leggere.
La supplica, l’adorazione, la preghiera non sono superstizioni, sono atti più reali del mangiare, del bere, del sedere o del camminare. Non è un’esagerazione dire che essi soli siano reali e che tutto il resto sia irreale.