Una decisione, un atto, sono infallibili presagi di ciò che faremo un'altra volta, non per qualche mistica ragione astrologica, ma perché escono da un automatismo che si riprodurrà.
Quello che non diciamo si accumula nel corpo, si trasforma in insonnia, in nodi in gola, in nostalgia, in errore, nel dubbio, in un amara tristezza.
Quello che non diciamo non muore, quello che non diciamo ci uccide.