C’è un giardino chiaro, fra mura basse, di erba secca e di luce, che cuoce adagio la sua terra. È una luce che sa di mare. Tu respiri quell’erba. Tocchi i capelli e ne scuoti il ricordo.
Suonerò per te parole più dolci. Quelle che di me, dico dentro i discorsi, che rendono te sempre in grado di opporsi come un muro che questa volta non salto.