Comunicare la propria esperienza vissuta non consiste nel trascrivere sulla carta un linguaggio preesistente: il vissuto non è formulato; per lo scrittore si tratta di strappare degli enunciati definiti e intelligibili alla confusa opacità del non detto.
Non so spiegarlo a parole, ma ottobre a me sembra il mese delle piogge, degli addii, delle lunghe dormite, ma anche dei profumi più intensi e dei gusti piccanti. Ottobre, un mese da respirare, gustare, calpestare.