Con passo fermo e costante avanzano, e mai non si fermano, successioni di uomini, Americani, cento milioni, una generazione recita la sua parte e scompare, un'altra generazione recita la sua parte e a sua volta scompare, con facce volte di fianco, o all'indietro, verso me, per ascoltare con sguardi retrospettivi puntati su di me.
Per le strade di Pechino erano giorni di maggio. Tra noi si scherzava a raccogliere ortiche. Non sopporto i cori russi, la musica finto-rock, la new wave italiana, il free jazz punk inglese, neanche la nera africana.