L’infelicità, capii allora, colpisce ciascuno di noi perché ci riteniamo al centro del mondo, perché siamo sfortunatamente convinti di essere i soli a soffrire in maniera intollerabile. L’infelicità è sempre il sentirsi imprigionati nella propria pelle, nel proprio cervello.
A chi pregando chiede pazienza, credi che Dio dia pazienza? O dia invece l'opportunità di essere paziente? A chi chiede coraggio, Dio lo concede... o dà l'opportunità di essere coraggiosi? A chi chiede la gioia di una famiglia più unita, credi che Dio regali sentimenti rassicuranti o l'opportunità di dimostrare amore?