Non andiamo a cena assieme, non siamo amici. Ma il rapporto coach-giocatore è ideale. È conflittuale il giusto, perché entrambi amiamo le sfide. Senza Phil non sarei diventato quello che sono.
Noi che crediamo solo ai sogni e basta. Noi che fumiamo mentre va la pasta. Noi che sbagliamo a mandare i messaggi, nessuno che capisce i nostri sbagli.