In quelle estati che hanno ormai nel ricordo un colore unico, sonnecchiano istanti che una sensazione o una parola riaccendono improvvisi, e subito comincia lo smarrimento della distanza, l’incredulità di ritrovare tanta gioia in un tempo scomparso e quasi abolito.
Credo molto più al mio universo che all’università. Dicevano senza diploma avrai un futuro esile, adesso faccio uno show e prendo lo stipendio del preside.