In un modo o nell'altro cresciamo. Mettiamo su famiglia, ci sposiamo, divorziamo. Ma quasi tutti continuiamo ad avere gli stessi problemi di quando avevamo 15 anni.
Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede, ad essere ‘prossimi’ dei più piccoli e abbandonati. A dare loro una speranza concreta. Non soltanto dire: “Coraggio, pazienza!…”