Ti parlavo, nella notte non avevo sogni per dormire. Ti cercavo, nelle pagine di un libro ancora da finire senza voce, adesso prendo a pugni tutte le parole dette a caso.
Attraversa l’anima come una lama e ne sonda i paesaggi ora mesti, ora bui dove corvi neri come pece gracchiano così forte da grattarti le pareti del cuore. Percorre deliziosi giardini decorati da candide margherite e scaldati da un tiepido sole primaverile. Ma quando la sua linfa Giunta all’apice scoppia il foglio si macchia. Unico tampone per tale ferita…