Non aspettare di finire l’università, di innamorarti, di trovare lavoro, di sposarti, di avere dei figli e di vederli sistemati, di perdere dieci chili, che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina, la primavera, l’estate, l’ autunno o l’ inverno. Non c’è momento migliore di questo per essere felice. Donati interamente a Dio. Egli si servirà di te per compiere grandi cose a condizione che tu creda più nel suo amore che nella tua fragilità.
L’ingratitudine più brutta è quella dei figli verso i genitori. Ci hanno dato la vita, ci hanno dato tutto. Ci hanno insegnato che siamo figli di qualcuno, e non figli di nessuno.