Un libro è un fucile carico, nella casa del tuo vicino. Diamolo alle fiamme! Rendiamo inutile l'arma. Castriamo la mente dell'uomo. Chi sa chi potrebbe essere il bersaglio dell'uomo istruito?
Passiamo troppo tempo a pensare "se", "ma", "chissà", "farò bene", "farò male". Ai mille dubbi, paure, timori. E intanto la vita ci scivola tra le mani. Prova buttarti prima che sia troppo tardi, magari scopri che invece di cadere impari a volare.
Non ho mai rivelato a nessuno quello che era successo davvero. Non sapevo ancora che, prima o poi, l'oceano del tempo ci restituisce i ricordi che vi seppelliamo.
Abbiamo dimenticato cosa sia guardarsi l'un l'altro, toccarsi, avere una vera vita di relazione, curarsi l'uno dell'altro. Non sorprende se stiamo morendo tutti di solitudine.
Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre. Beato vive quel cornuto il quale, conscio della sua sorte, non ama la donna che lo tradisce: ma oh, come conta i minuti della sua dannazione chi ama e sospetta; sospetta e si strugge d'amore!
Non combattere a nord o a sud. Vivi ogni battaglia, ovunque, sempre nella tua mente. Tutti sono tuoi amici e tutti tuoi amici. Ogni possibile combinazione di eventi è presente in ogni momento. Vivi così, e non avrai sorprese. Tutto quello che succede sarà qualcosa che hai già visto prima.
Il Lavoro consiste in qualsiasi cosa una persona sia costretta a fare, mentre il Gioco consiste in qualsiasi cosa quella stessa persona non sia affatto costretta a fare.
Una donna paffutella è sempre la più bella, non servono tette rifatte e chiappe contratte, serve un cuore che funziona e un cervello che ragiona per essere sempre e comunque una bella persona.
È stato l’alcool che nel 1984 mi ha portato alla prigione di Pentonville per guida in stato d’ebrezza, reato che sicuramente non mi avrebbe fatto finire in gattabuia se poi non avessi preso a testate un poliziotto.
Essere positivi sempre è ignorare tutto ciò che è importante, sacro o di valore. Essere negativi sempre è essere minacciati dal proprio senso del ridicolo e dall'istantanea inaffidabilità.